In breve: l’atto di precetto è l’intimazione con cui il creditore, sulla base di un titolo esecutivo, chiede il pagamento entro un termine non inferiore a 10 giorni, avvisando che in mancanza potrà avviare il pignoramento. Se lo ricevi, è importante verificarlo subito: alcuni termini per contestarlo sono molto brevi.
Se sei un debitore alle prese con problemi finanziari, potresti aver ricevuto un “atto di precetto”. In questo articolo vediamo cos’è, come funziona, quali termini decorrono dalla notifica e cosa puoi fare.
Cos’è un Atto di Precetto?
L’atto di precetto è un atto che il creditore, tramite il proprio avvocato, notifica al debitore prima di iniziare l’esecuzione forzata. Si basa su un titolo esecutivo (ad esempio una sentenza, un decreto ingiuntivo esecutivo, un atto notarile come il mutuo o una cambiale) e contiene l’intimazione a pagare quanto dovuto entro un termine indicato. Non è emesso dal tribunale.
Come Funziona l’Atto di Precetto?
Notifica: il precetto viene notificato al debitore insieme al titolo esecutivo (o dopo di esso). Indica le parti, il titolo, la somma richiesta e l’avvertimento che, in mancanza di pagamento, si procederà a esecuzione forzata. Per legge deve anche avvisare il debitore che può rivolgersi a un Organismo di Composizione della Crisi per valutare una procedura di sovraindebitamento (art. 480 c.p.c.).
Termine di Pagamento: il termine per pagare non può essere inferiore a 10 giorni dalla notifica (art. 480 c.p.c.), salvo i casi in cui il giudice autorizzi l’esecuzione immediata.
Pignoramento: se il debitore non paga entro il termine, il creditore può procedere direttamente con il pignoramento (ad esempio presso terzi, come stipendio o conto, oppure immobiliare), senza bisogno di un ulteriore provvedimento del giudice. Il precetto però perde efficacia se il pignoramento non viene iniziato entro 90 giorni dalla notifica (art. 481 c.p.c.).
Implicazioni e Importanza dell’Atto di Precetto
Avviso Formale: il precetto è l’ultimo avviso prima dell’esecuzione forzata. Può consentire al debitore di pagare, di avviare una trattativa con il creditore o di valutare le altre strade disponibili.
Opposizione: se si ritiene che il credito non sia dovuto, in tutto o in parte, o che il creditore non abbia diritto di procedere, è possibile proporre opposizione. Se invece si contestano vizi formali dell’atto, il termine è di 20 giorni dalla notifica (art. 617 c.p.c.). Per questo è importante far verificare il precetto da un avvocato il prima possibile.
Conclusione
L’atto di precetto è il passaggio che precede il pignoramento. Se lo ricevi, è essenziale agire tempestivamente: farti assistere da professionisti qualificati ti aiuta a capire se il precetto è corretto, quali sono i termini e quali opzioni hai, compresa, se ne ricorrono i presupposti, una delle procedure da sovraindebitamento. Approfondisci anche le guide sul pignoramento presso terzi e sul pignoramento immobiliare.
Domande frequenti
Quanto tempo ho per pagare dopo il precetto?
Il termine indicato nel precetto, che non può essere inferiore a 10 giorni dalla notifica.
Il precetto scade?
Sì: se entro 90 giorni dalla notifica il creditore non inizia il pignoramento, il precetto perde efficacia e dovrà eventualmente essere rinnovato.
Posso ancora valutare il sovraindebitamento?
Sì, se ne ricorrono i presupposti. Lo stesso precetto deve informarti di questa possibilità. Puoi partire da una prima valutazione gratuita con ExDebito.
Fonti normative e ufficiali
Ultimo aggiornamento: 6 ottobre 2026. Le informazioni hanno carattere generale e non sostituiscono una valutazione del singolo caso.